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La prima è il giudizio sul film, le altre tre esauriscono le citazioni obbligatorie, quelle per far capire che ho capito. Anche io ho saputo dell'11 settembre, ma il film è comunque una bufala.
La storia è quella di un enorme mostro mutato per le radiazioni che si chiama Godzilla che rade al suolo Tokyo...
No, la cosa è MOLTO più raffinata: la storia è quella di un enorme mostro nato non si sa come e addirittura senza nome che rade al suolo Manhattan. Inquietante, vero? no.
Dall'inizio. Il film è girato tutto in simil-amatoriale, con una telecamerina a mano. Sappiamo che è una telecamerina, ma l'effetto è più quello di una microcamera inserita negli occhiali, quelle delle candid, o sospesa e dondolante tramite un piercing al glande. Fatto sta che io una videocamera ce l'ho e la totale impossibilità di tenere un soggetto all'interno del quadro non l'avevo ravvisata. Non mi sto riferendo a quando la Creatura si magna tutto, ma ai primi 20 minuti di film. I primi 20 minuti, pari a un terzo della durata complessiva, consistono in un filmino di una festa. Registrato con una videocamerina. Cioè un vero filmino della festa. Girato da un demente. Cioè un vero filmino della festa. Splendido. Poi comincia la mattanza. Il più fesso del gruppo, per la prima volta con una videocamerina in mano, decide di registrare tutto e commentare con frasi memorabili. Perchè l'altra grande genialata del film è che anche la sceneggiatura è amatoriale.
In generale i film di mostri devono convivere con un senso di insoddisfazione. Per quanto un mostro possa essere grande, lo si può immaginare MOLTO più grande. Anche il doppio. E' un problema di carattere quantitativo che praticamente non ha soluzioni. Nel film l'intoppo è relativo, perchè il mostro non si vede quasi mai, così è molto più metaforico. In generale potremmo dire che questo film è così metaforico che praticamente non c'è un cazzo da vedere.
Senza disseppellire Blair Witch, che piuttosto scoprì che l'uomo ha paura del buio (mentre Cloverfield sfrutta l'amore dell'uomo per i pipponi), in molti hanno favorito l'immedesimazione nelle scene "d'azione" adoperando uno stile di ripresa lontano da quello cinematografico, più simile ai documenti che ci mostrano la realtà di alcune situazioni. Chi mi viene in mente è Mann, che in momenti anche inattesi nel bellissimo Collateral e molto più spesso nel brutto Miami Vice passa al reportage giornalistico, con le scene e la grana che siamo abituati a vedere nei tg, nei servizi sulla guerra. Nel film di Reeves l'immedesimazione è al massimo, con l'obiettivo del telefonino che solitamente riprende le mani nei culi delle professoresse prima di passare su youtube. Eventi che acquisiscono poi, giustamente, rilevanza quantomeno nazionale, e nell'esplorazione dell'ignoto si pongono una spanna sopra Cloverfield.
Si potrebbe dire altro: Cloverfield Vs Dogma, Cloverfield Vs il cinema, ma credo sia meglio non sbrodolare troppo.
Pare ne stiano già girando la seconda parte. Speriamo il mostro sia un po' più grande.
(1,5/5)
