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Il cielo è sempre più blu (film "corale" anche quello), nel '95, fu uno dei primi film che vidi direttamente da videocassettona piratata. Nello stesso anno, sempre in blu, mi presi anche la videocassettona piratata di blue in the face, dopo averlo visto al cinema, perchè al tempo pensai fosse il film più geniale del mondo. E comunque le "vedute di Lou" (Lou Reed inventa degli occhiali senza lenti, da poter usare contemporaneamente a un binocolo) ed il modo in cui Jarmusch spiega come fumano i nazisti dei film (tenendole minacciosamente fra pollice e indice), rimangono delle perle. Dopo aver provato strenuamente a vedere anche questo Grimaldi col culo piazzato su un'abusivissima poltrona domiciliare, mi sono dovuto rassegnare ad andare al cinema. Vedendo così il mio film italiano per il 2008.
Non è che sia malissimo.
Non avendolo letto, posso dire che il libro da cui è tratto è un bluff. Quel che salva il film sono le accortezze cinematografiche, e su tutto qualche battuta detta coi tempi ed i toni giusti da Moretti e Orlando. Poi ci sono scene rozzissime, come la lezione sull'irreversibilità e la scena dell'anello nel tombino. Le cose migliori sono quelle solo accennate, mentre gli approfondimenti sulla vita lavorativa del protagonista (fusioni e promozioni) non possono fregare di meno. Salvo l'ingresso di Polanski che fa la sua porca figura.
In una storia borghese l'unico dolore di universale rilevanza e quindi di facile impatto rimane, per defualt, l'elaborazione del lutto (come ne la stanza del figlio). Il film sfrutta questo per darsi una base, ma il coraggio di lasciare un po' le cose in sospeso qualcosa di buono lo dà.
Se sarò l'unico a non parlare di Moretti che scopa e chiudo qui va bene lo stesso, ok? ok.
(2,5/5)
