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venerdì, 06 giugno 2008

Jim Jarmusch

gira il suo primo film nel 1980 con la pellicola regalatagli da Wenders, avanzata da Lo Stato delle Cose, che fra l’altro raccontava di un film che non si riesce a finire per mancanza di pellicola. Jarmusch si inserisce subito in quel clima di casualità ed aneddotica che caratterizza tutta la sua opera, e per questo gli si vuole necessariamente bene, perché il suo personaggio ed il suo sguardo somigliano ai personaggi e agli sguardi dei suoi protagonisti. Il suo minimalismo è ricercato ma necessario, spontaneo nel mostrare un’atmosfera che mantiene costante dentro di sé.

Permanent Vacation immediatamente mette in scena spazi vuoti, ma rimarrà l’unica opera in cui sente l’esigenza di creare un luogo indefinito, irreale nel rievocare un conflitto passato ed una umanità esclusivamente rappresentativa. Successivamente le stesse necessità troveranno espressione in luoghi geografici definiti, accomunando fra loro le periferie del mondo. Nelle sue opere Jarmusch filma la realtà e la rende irreale con la coerenza delle sue scelte, convinto che l’utilità di un vaso sia nel vuoto che contiene.

Con Stranger Than Paradise (1984) i personaggi acquisiscono una maggiore importanza, il tono si fa più ironico e accessibile, e contemporaneamente le scelte formali più definite, con l’adozione di un bianco e nero radicale e contrastato (molto, molto blues), le numerose sequenze in camera fissa, gli stacchi fra una scena e l’altra marcati da schermi neri più duraturi del normale, a suddividere il tutto in quadri indipendenti. Arrivano le prime incomprensioni linguistiche, le impossibilità comunicative che anche nei film successivi spingeranno a trovare soluzioni alternative alla parola.

In Down by Law (1986) sarà Benigni a trovarsi perduto in America in balia del suo anglo-toscano. Ma in generale non sembra sia utile il dialogo fra individui, la parola è significativa solo quando universale e poetica, come nel Whitman citato dallo stesso Benigni, l’Hagakure di Ghost Dog, William Blake in Dead Man. Down by Law ha uno di quegli incipit che consumano la videocassetta a furia di rivederli, finché non inventano i dvd e finalmente hai la tranquillità dell’indistruttibile supporto digitale. Anzi, Down by Law ha esattamente ed esclusivamente quell’incipit, con le carrellate ad andare e tornare sulle case basse e gli alberi spogli e gli spazi desolati della Louisiana, che scivolano su Jockey Full of Bourbon. Tom Waits e John Lurie, personaggi dalle caratteristiche assolutamente simili (anche nel nome, Zack e Jack. e tanto volutamente simili che sono state tagliate delle scene che avrebbero troppo caratterizzato uno nei confronti dell’altro), ovviamente si detestano. Come tutti gli eroi jarmuschiani sono geneticamente votati alla solitudine, immersi in un ambiente che è il loro specchio e la loro prigione (qui non solo in senso metaforico). L’eccezione è Benigni, un elemento esterno incapace di accogliere le regole che impongono di lasciarsi andare alla deriva, e che infatti intromette nel film delle soluzioni fiabesche che lo porteranno alla felicità, soluzioni incomprensibili per gli altri due protagonisti.

A Down by Law, che segna la maturità di Jarmusch, seguono due film ad episodi e a colori, Mystery Train (1989) e Taxisti di Notte (1991), che in qualche modo guardano indietro, nel decentrarsi rispetto ai personaggi e nel frazionarsi in episodi a volte riusciti, altre meno. In entrambi i film le storie raccontate accadono simultaneamente; sono intrecciate dal montaggio nel primo, mentre Taxisti tiene separati i cinque cortometraggi. Mystery Train ha dalla sua la presenza di Joe Strummer e Screamin’ Jay Hawkins (quest’ultimo nella parte più divertente del film). Taxisti di notte, pieno di star “alternative”, ha probabilmente delle trovate migliori: con l’eccezione dell’episodio italiano, abbandonato a Benigni, gli altri sono buoni o ottimi. A Los Angeles, New York, Parigi, Roma o Helsinki si incontrano vite marginali, sospese o disperate.

Quattro anni dopo, 1995, Jamusch gira in suo capolavoro Dead Man. Applicando i suoi schemi al mito fondativo americano aumenta la portata antieroica, la destrutturazione dell’epica, il fascino dei personaggi. Si torna al bianco e nero, cupo e gelido al tempo stesso, a fargli da spalla la chitarra elettrica di Neil Young. Nello svolgersi dell’undicesima traccia della colonna sonora si può ascoltare l’evoluzione del film, con un giro di chitarra scarno sempre più deformato, fino a diventare un urlo psichedelico, un bad trip indefinito. E il rumore del vento. Johnny Depp non è solo destinato alla morte fin dal principio, è la morte stessa: tutto ciò che vede è morte ed attraversa città e boschi senza luce in un’odissea (con tanto di Nessuno al suo fianco) lineare e silenziosa, punteggiata da incontri inquietanti e scontri mancati. La struttura è classicamente, omericamente epica, orizzontale, abitata da personaggi monodimensionali e predestinati, con cui è impossibile identificarsi ma dai quali è altrettanto impossibile non lasciarsi guidare.

Simile nella costruzione e nell’intento il successivo Ghost Dog (1999), che ospita però una maggiore ironia, in quello che è forse il film più accessibile di Jarmusch. L’estrema coerenza legata alla rassegnazione per il proprio destino trova un’esplicitazione diretta nei richiami all’Hagakure. Un’aderenza  al codice che comporta l’essere spietati con gli altri come con se stessi. I personaggi marginali, i reietti della società, sono i protagonisti di questo cinema, e portano il peso della consapevolezza.

Il successivo Coffee and Cigarettes del 2003 è una raccolta di cortometraggi, alcuni recuperati dagli anni ’80 e ’90. Tutti vedono confrontarsi dei personaggi al tavolino di un bar costruito come una scacchiera. Alcuni hanno toni comici, altri decisamente più malinconici, altri sono volatili.

Quello che è al momento l’ultimo film di Jarmusch, Broken Flowers (2005), presenta dei sostanziali cambiamenti d’ambiente, seppure non d’atmosfera. È l’incursione nella borghesia, i protagonisti stessi sono più anziani e quindi sopravvissuti, e sono alla presa con una vita che probabilmente non si aspettavano. Delle donne che Bill Murray va a visitare una si occupa di armadi altrui, un’altra è psicologa degli animali, un'altra vive in un prefabbricato color pastello. Lo stesso Murray s’è arricchito vendendo computer. L’unica ufficialmente reietta è Tilda Swinton, per la quale infatti il tempo non è passato e le ferite sono ancora aperte. Anche questo un viaggio, un film fatto di vuoti e di imbarazzi, dove la sospensione più potente è affidata allo sguardo vacuo di Murray, incerto nel presente e goffamente alla ricerca di un passato. 

Permanent Vacation: 3/5

Stranger than Paradise: 4/5

Down by Law: 4,5/5

Mystery Train: 3,5/5

Taxisti di Notte: 4/5

Dead Man: 5/5

Ghost Dog: 4,5/5

Coffee and Cigarettes: 4/5

Broken Flowers: 4,5/5

 

postato in SlowFilm da: iosif alle ore 20:07 | link | commenti (21)
categorie: cinema, jarmusch jim, - altrocinema, - commedia, - drammatico, - western

Commenti
#1    06 Giugno 2008 - 21:08
 
che dire? metterei mezzo punto in più là, mezzo punto in meno qua. ma il fatto è che qui c'è cinema, c'è proprio assai cinema, ma assai. mi piace l'idea di una retrospettiva completa in 100 righe; suggerisco: perchè non farla per tutti quelli di cui abbiamo visto tutti i film?
ob
utente anonimo

#2    06 Giugno 2008 - 22:52
 
Resto ufficialmente l'unica a cui non è piaciuto ghost dog. Vedrò di non spargere troppo la voce :P
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#3    07 Giugno 2008 - 12:41
 
hola drob. scommetto che toglieresti almeno mezzo punto a down by law e lo metteresti a coffee. per alcuni corti 4 a coffee ci sta, ma non per tutti. a down by law stavo per mettere un universale 4 e un personale 5+, poi ho scelto la via di mezzo.
sì, la retrospettiva per qualcuno a cui vogliamo particolarmente bene si può fare. ma con calma, che è una cosa un po' faticosa.

MissV.: in effetti. l'hai rivisto? come dice il Saggio, è tempo di riconsiderare.

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#4    07 Giugno 2008 - 15:26
 
proprio così! tu mi percepisci, fratello!
ob
utente anonimo

#5    07 Giugno 2008 - 17:40
 
"ghost dog, P.ower E.quality"
"A.lways C. E.verything my brother"
P.E.A.C.E.
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#6    08 Giugno 2008 - 18:01
 
cacchio, non ci sarei mai arrivato - e dire che l'ho visto in lingua originale. bello, me la rivendo come una mia scoperta già domattina.
cittadino bartz
utente anonimo

#7    08 Giugno 2008 - 18:05
 
Io ho visto solo coffee and cigarettes, broken flowers e dead man e darei gli stessi tuoi voti. Tra l'altro ho visto ora su imdb che nel suo prossimo film ci sarà ancora Murray, insieme a Hurt, Swinton, Bernal. e sti cazzi che cast.
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#8    08 Giugno 2008 - 19:35
 
drob, ovviamente non me ne sono accorto io. la spiegazione è in un commento ad un video su youtube, commento probabilmente lasciato dallo stesso RZA.

edo, l'attesa per il prossimo film è enorme. "the limits of control", per il quale manca ancora un lungo anno, ha su imdb questa sinossi: The story of a mysterious loner, a stranger in the process of completing a criminal job.
intanto, non c'entra molto, ma in fondo sì, fra poco esce il nuovo Ferrara.
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#9    09 Giugno 2008 - 18:08
 
ma tu hai trovato da qualche parte 'go go tales'? nei cinema non s'è visto, a dorso di mulo neanche. non vorrei perdermi un film con asia argento - sai quanto ci tenga a vedere tutti i suoi film e commentarli con te, ti rendi conto che abbiamo visto assieme 'viola bacia tutti' e 'la sindrome di stendhal', oltre che il tuo amatissimo 'new rose hotel'?! - e tanto più questo, perchè pare dia un bacio alla francese a un rotweiller.
partigiano bartz
utente anonimo

#10    09 Giugno 2008 - 18:52
 
è quello il ferrara a cui mi riferivo. e già ricorda new rose, per questo ci tengo tanto. che io sappia, mio giustificatamente apprensivo amico, esce il 20 giugno. io ci sarò, puntuale.
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#11    09 Giugno 2008 - 19:57
 
non mancherò.
utente anonimo

#12    10 Giugno 2008 - 16:41
 
dottore, sento il bisogno di fare un po' di gossip: guarda che asia se l'è presa per la cosa del rotweiller. appena lo hanno nominato in un'intervista ha cacciato tutti. secondo me l'ha mollata. video:
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=21069
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#13    11 Giugno 2008 - 11:19
 
che ti credi? l'avevo già visto! comunque mi dicono che è incinta...
ob
utente anonimo

#14    19 Giugno 2008 - 10:59
 
Bel post, su un regista interessante (io darei qualche punto in meno a "Dead man" e soprattutto a "Broken flowers", ma è una cosa mia).
Non hai visto il suo corto in "Ten minutes older", con Chloe Sevigny? Forse lascia un po' il tempo che trova, ma sicuramente è coerente con il suo stile e il suo linguaggio...

Ciao!
Christian
utente anonimo

#15    19 Giugno 2008 - 11:24
 
Generalmente chi ama Jarmush considera Dead Man il suo capolavoro.
Io sicuramente sono fra questi, si tratta di un film in cui musica e immagini si fondono raggiungendo quella che per me è la perfetta fusione, mi vengono i brividi solo a pensarci.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Cinepillole

#16    19 Giugno 2008 - 11:28
 
sì, l'ho visto il corto. infatti avevo una mezza idea di fare un post residuale con i lavori minori. "int. trailer. night" effettivamente non è molto elaborato, ma comunque d'atmosfera.

ciao!

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#17    22 Giugno 2008 - 20:53
 
Dead man è gigantesco. E' bellissimo. Ed è molto elaborato, e anche d'atmosfera.Anche per me davvero l'apice del cinema di Jarmush.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MissPascal

#18    23 Giugno 2008 - 12:52
 
come la sottile linea rossa, dead man è uno di quei film in cui puoi entrare in qualunque momento e inserendoti in qualsiasi fase della narrazione. perché è maledettamente denso, e indipendentemente dal racconto ti circonda di immagini e suoni autosufficienti e stimolanti.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente iosif

#19    23 Giugno 2008 - 14:16
 
ah beh, su questa cosa dei film nei quali puoi entrare in qualsiasi momento rifletterò a lungo....
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MissPascal

#20    26 Aprile 2009 - 17:33
 
Ripasso dalle parti di questo post dopo ogni film di Jarmusch visto. Ieri ne ho visto un altro, a cui tu hai dato 3.5. Poco prima avevo visto Taxisti: splendido. Per me da 4, se non di più. Il prossimo recupero dovrebbe essere "Mystery train". Ripasserò. :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pickpocket83

#21    27 Aprile 2009 - 14:30
 
ciao pick. in effetti da quando ho scritto questo pezzo su jarmusch, il modo di dare i voti è un po' cambiato. quasi tutti i film sono da mezzo punto in più. adesso ne correggo qualcuno.
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