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Il gradimento del film di Cao Hamburger (e notate con quale padronanza e autocontrollo evito qualsiasi battuta sul nome del regista) dipende molto da quel che si ha voglia di vedere. I film più o meno toccanti con ragazzini difficilmente ho voglia di vederli, e nonostante questo sia costumato non offre molto di più della presa connaturata al soggetto. La portata storica è demandata alla scelta del contesto, che aggiunge una drammaticità altrimenti assente. Se si esclude questo, si parla per buona parte di esperienze bambinesche senza saper fare a meno di ammiccamenti tipo musichette che fanno ciribiribì bon bon ed innocenti sbirciate iniziatrici nei camerini. Insomma, un film pulito, con tristezze probabilmente sentite ma proposte in modo piuttosto meccanico, in molte parti pericolosamente in odore di carino.
Bene, se mi fossi ricordato che Zhang Yang è il tipo de La Guerra dei Fiori Rossi, mi sarei risparmiato la visione questo Getting Home. Non c’entra niente col film di Hamburger, però c’entra. Anche qui dell’agrodolce, ma il film di mr. Cao al confronto è un capolavoro. A raccontare storie con lo sfondo (anche questo automaticamente drammatico) delle Tre Gole c’era riuscito molto meglio Jia Zhang-ke con Still Life. Nella mini recensione del biografilm si parla di Weekend con il Morto alla cinese; credevo fosse solo un modo per dare un riferimento conosciuto, e invece è un richiamo drammaticamente azzeccato. Almeno Weekend è solo una fesseria, e fa anche un po’ ridere, qui invece c’è tutta ‘sta pretesa di fare riflessioni profonde con tono leggero, ma non gli riesce bene nessuna delle due cose. Qualche paesaggio di default, che si vede che hai studiato cinema e forse anche fotografia, e stai in Cina e i paesaggi ad effetto non ti mancano, ma nel migliore dei casi hai fatto un paio di cartoline.
(oddio, adesso che la vedo, bastava far caso alla locandina...)
L'Anno in cui i Miei Genitori Andarono in Vacanza: 3/5
Getting Home: 2/5
