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Wisit Sasanatieng è il regista di Le Lacrime della Tigre Nera, film che vidi ad una rassegna all’aperto, quindi sotto la pioggia, e che ora è in vendita nelle coop a cinque euro. Misteri della distribuzione. Le Lacrime della Tigre Nera era un po’ una minchiata, troppo impegnato ad essere iper (persino iperpulp, al tempo), per essere davvero qualcosa. Citizen Dog è decisamente meglio. Sarà perché l’ho visto senza pioggia, o perché non l’ho visto nelle coop. Fossi un distributore italiano lo importerei solo per poterlo offrire come Citizen Kane, con un triplo gioco di parole da vomitare per il matto ridere. In oriente pare sia stato il film di punta della produzione tailandese, nonché pubblicizzato come Amelie dalla plica mongolica. In effetti i due film si somigliano, solo che Amelie è una roba melensa ed in buona parte insostenibile, mentre Citizen Dog è bello. Colori saturi e sgargianti accompagnano il protagonista, di origini contadine, nella sua avventura a Bangkok, fra situazioni e personaggi fumettistici e surreali e riferimenti nascostamente amari all’urbanizzazione, ai ritmi frenetici e all’occidentalizzazione. Un film spesso divertente, sempre curato nella scelta delle immagini, leggero ma non troppo. Totalmente sofisticato nel colore e nella creazione di personaggi eccentrici, ma in qualche modo nudo, diretto, sapientemente spontaneo; da vedere.
(4/5)
