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Due parole su tre film che mi hanno sostanzialmente deluso.
Il primo è il migliore.
Frozen River ha molti presupposti per essere davvero un bel film, ed in parte lo è, l’altra parte è un po’ stanca. Frontiera inedita, la linea di confine fra lo Stato di New York e il Quebec. Quindi non polvere e terra rossa messicani, ma neve e silenzio. Io preferisco nettamente i colori della neve ai calori della terra, e questo è il motivo per cui ho visto il film.
Madre di due figli abbandonata da marito scommettitore importa clandestini con una ragazza Mohawk per pagarsi una nuova casa prefabbricata.
Frozen River non è male, perché c’è il ghiaccio e perché riesce a legare il disincanto al miracolo. Però, pur puntando molto sui suoi personaggi, li descrive in maniera troppo diretta, attraverso caratteristiche nette e dichiarate. Va bene il minimalismo, ma i protagonisti non sono così affascinanti da reggere un film senza qualche difficoltà. Avrebbero avuto bisogno di qualche furbizia in più.
Si può dire che un classico con Paul Newman e Orson Welles è però riuscito così così? È La Lunga Estate Calda, del ’58, da Faulkner. Il film vuole essere greve, ma evidentemente tutta questa grevità aveva l’autorizzazione di evocarla, ma non di farla vedere. Ma non riesce a farlo come Wilder, che non per niente era un genio assoluto, e allora tutto il film sembra dire sai, qui vorrei tanto farti vedere un po’ di carnazza, ma non posso, e allora quello che succede te lo dico solo a parole. Newman è sempre impettito, Welles è bravo anche se l’hanno truccato con della terra e sembra un po’ una macchietta giapponese.
L’ultimo, ma non non ultimo (è un non errore), I’m a Cyborg, but That’s Ok. Potresti anche essere un tostapane o un pesce martello, io non avrei comunque niente da ridire. Ambientato in un ospedale psichiatrico, di quelli però dove i pazienti sono strampalati e puliti, il problema è che nella messa in scena, indefinitamente pretenziosa, di follia pura proprio non ce n’è. Ma c'è una gran vogli di farsi vedere. E allora via con le inquadrature geometriche in sgargiante tinta unita, e gag ripetute allo spasmo. Park Chan Wook deve trovare estremamente affascinate il crivellare la gente con sottofondo di musica sinfonica, e così ci fa vedere la stessa fantasia tre o quattro volte. E poi una serie di altre “bizzarrie” posticce alla Gondry. La sua cosa migliore continua ad essere Mr. Vendetta.
Frozen River: 3/5
La Lunga Estata Calda: 2,5/5
I'm a Cyborg: 2/5
