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Le Avventure del Topino Despereaux comincia con topi e zuppe mitologiche, e la paura di trovarsi di nuovo in una storia di roditori e culinaria è concreta (a me Ratatuille non è piaciuto, non posso farci nulla). Poi quello della zuppa diventa subito un pretesto, e l’esordio nell’animazione della Universal mostra quali saranno, probabilmente, i parametri della sua identità: storie classicamente fiabesche, quel fiabesco realistico alla Grimm (perché non c’è niente di più reale e rappresentativo della ferocia canonizzata di alcune fiabe), veicolate attraverso un 3d dai toni caldi, ingialliti come le pagine di un libro antico. In un mondo antico dove i ratti, esiliati dagli umani, vivono in una società barbarica, e i topi, nei loro minivillaggi medievali, esercitano la paura come virtù, Despereaux è un topino “gentiluomo”, dal coraggio proporzionale alla grandezza delle orecchie, che sogna di salvar principesse. Il suo antagonista il capo dei ratti, ci scommetto un mignolo disegnato sul gioco di parole “Nosferat”. Come ho detto, quel che c’è di interessante è la classicità della storia, ancorata a meccaniche superate dai “valori” più moderni di Pixar e più innocenti della Dreamworks, lasciando alcuni comprimari (la serva bambina, ad esempio, o il padre di Despereaux) lontani da un vero riscatto ed effettivamente limitati dalla loro apparenza esteriore e provenienza sociale. Un’impostazione che oggi confina col politicamente scorretto, o, peggio ancora, si avvicina allo sconveniente. Despereaux, però, rimane un film non particolarmente memorabile, un po’ perché la storia è spesso meccanica, e molto perché non c’è
nessuno veramente simpatico, neanche il protagonista, fin troppo cristallino e, come tutti gli altri personaggi, sostanzialmente sconosciuto all’ironia.
Ma anche un dito nell’occhio ha dignità di capolavoro della settima arte di fronte allo scempio che è andato in onda in prima serata iersera su italiauno. Cambia la tua vita con un click segna il punto più basso delle avventate collaborazioni di Cristopher Walken, qui agghindato da Mago Galbusera, e delle insipide commedie con Adam Sandler. Un film che fa veramente schifo, perso in banalità moraliste, ma la cui colpa più grande è nel fare maldestramente il simpatico senza mai riuscire ad ispirare il minimo sorriso. Noia e fastidio.
In chiusura, due film che non vedrò: Fuga dal Call Center, e, a stretto giro di boa, Generazione Mille Euro. È il nostro piccolo e triste neorealismo, tutto costruito sulle macerie delle anche minime aspirazioni alla vita dei poco più o poco meno che trentenni. Non bisognerebbe fare film, ma rivoluzioni. Angoscia.
Le Avventure del Topino Despereaux: 3/5
Cambia la tu Vita con un Click: 1/5
